In particolare, l’obiettivo dell’amministrazione Trump è quello di disinnescare la possibile crisi regionale che questo materiale atomico avrebbe potuto alimentare. Speriamo di poter avviare presto il processo di rimozione e di concluderlo entro la fine dell’anno», ha affermato un funzionario statunitense. In tal senso, Benjamin Netanyahu non ha mai granché gradito il sostegno offerto dalla Casa Bianca al presidente siriano, Ahmed al-Sharaa. Il mese scorso, il governo di Riad ha mostrato apprezzamento per la decisione degli Stati Uniti di rimuovere la Siria dalla lista dei Paesi sponsor del terrorismo. È quindi probabilmente in una tale ottica che va letto l’accordo sul materiale nucleare immagazzinato in Siria.