E, dall’altra parte dello spettro, quelli a cui l’azienda presenta come “benefit” il computer necessario per lavorare, il telefono aziendale o persino l’acqua gratuita. La vera domanda diventa allora non tanto quale sia il benefit più originale, quanto quale sia quello che produce un valore reale per chi lo riceve. Il nuovo lusso aziendale è il tempoEd è forse questo il punto più interessante che emerge dalle testimonianze raccolte. Per anni il benefit è stato soprattutto un’estensione della remunerazione: automobile aziendale, buoni pasto, assicurazione sanitaria, premi economici. Non è l’originalità del benefit a fare davvero la differenza, ma la sua capacità di rispondere ai bisogni concreti dei lavoratori.