Se in passato l’estate era la stagione dolce celebrata dai poeti e dai musicisti, spesso ritratta come una divinità gentile, oggi è sinonimo di minaccia e dolore. So bene che esistono aree del mondo in cui l’estate è sempre stata dura. Vent’anni fa il mio amico Mark Klett, fotografo residente nei pressi di Phoenix, in Arizona, mi spiegava scherzando che “Phoenix ha solo due stagioni: l’estate e l’inferno”. Ma oggi anche a Phoenix l’estate è più inclemente di prima: alcuni residenti sostengono di essersi fatti delle gravi bruciature semplicemente perché cadendo sono entrati in contatto con l’asfalto incandescente. L’estate è cambiata ovunque.