Da quando ho sfogliato le copie conservate alla Biblioteca nazionale di Roma, la rivista sudafricana Drum è diventata un mio pallino. Fu l’espressione pionieristica di uno sguardo africano esuberante e sicuro di sé, che celebrava la leadership, i successi e la creatività africani. Now Voyager, una nuova rivista statunitense di giornalismo longform, torna sugli storici giornalisti e scrittori di Drum con un articolo firmato dal reporter keniano Carey Baraka. Erano un gruppo di scrittori sudafricani degli anni cinquanta che lavoravano per la rivista Drum, all’epoca uno dei rari giornali in inglese a pubblicare articoli scritti da neri. È lui al centro del libro scritto nel 1991 da Mike Nicol A good-looking corpse, sempre sui giornalisti di Drum.