Trecento metri segnati da un odio insanabile e viscerale, che proprio per questo motivo dovranno essere considerati inviolabili. È questa la distanza che i genitori di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa a colpi di pietra dall’ex fidanzato nel maggio 2025, non potranno superare. Non è possibile «giustificare qualsivoglia condotta delittuosa nei confronti di congiunti di un soggetto che abbia commesso un reato, pur gravissimo». Continuerò a battermi nelle sedi giudiziarie perché ritengo che il diritto debba essere applicato con equilibrio, razionalità e umanità». In attesa che la palla passi al tribunale del Riesame, sulla vicenda interviene a stretto giro l’avvocato Mario Mangazzo, difensore di Tucci.