Perché in tantissimi, oggi, masticano un inglese standardizzato, basico, semplificato, che è altresì una condanna a conversazioni scadenti, con scarsa profondità. Così non si rischia di scambiare un giapponese per un coreano, iniziando la chiacchierata con una gaffe. Ed è efficace non soltanto in presenza: «Un’altra grande novità» osserva Góralski «è la traduzione simultanea durante le chiamate telefoniche. E chi, nonostante quest’abbondanza di scorciatoie, voglia ancora imparare una lingua, ha modo di farlo prima e meglio, sempre grazie alla tecnologia. A volte può essere più utile una macchina che parla con noi, anziché una che parla come noi.