Quando Buddy Guy nacque, il 30 luglio 1936, a Lettsworth, in Louisiana, il blues era ancora il linguaggio quotidiano delle comunità afroamericane del Sud. Era la voce di uomini e donne che raccontavano il lavoro, la segregazione, la povertà, la fede e la speranza. Nel suo locale di Chicago, il Buddy Guy’s Legends, aperto nel 1989, il blues non è mai stato esposto come un oggetto da museo. Una civiltà nella quale il valore di un artista si misurava dalla capacità di tenere sospeso il respiro di una sala con una sola nota. È uno degli ultimi uomini che possono ancora raccontarci, senza intermediari, da dove viene la musica che ascoltiamo ogni giorno.