Ma si tratta di ausili che si consumano e sono fondamentali per consentire ad Alessandro il minimo di movimento che può fare". La Asl Roma 2, intanto, fa sapere all'Adnkronos Salute di aver preso in carico la segnalazione di Stefano sin da gennaio. Ma la Asl non può prescindere "dalle disposizioni normative", sottolinea l'azienda sanitaria. La Asl la può bocciare, ma non si può celare semplicemente dietro al nomenclatore perché comunque va considerata la continuità terapeutica del paziente. Il presidio, come nel caso di Alessandro che lo utilizza da 30 anni, è una continuità terapeutica, è come se fosse una terapia.