"I tumori neuroendocrini sono rari, ma sono tanti. Bisogna essere preparati al fatto che questo tipo di malattia può insorgere con sintomi molto variegati e molto diversi, poiché diversi sono gli organi in cui il tumore può avere origine. La parola chiave è quindi lo studio, l'informazione, la formazione del personale e, se vogliamo, il miglioramento degli strumenti diagnostici che oggi abbiamo a disposizione". "La fortuna - spiega - è che questi tumori esprimono praticamente sempre un recettore che appartiene alla famiglia dei recettori dei neurotrasmettitori - spiega - e quindi lo possiamo in qualche modo individuare e visualizzare. Questo ci è utile non solo per una diagnosi tempestiva, ma anche per una terapia che diventerà sempre più personalizzata".