La Commissione europea passa dalle parole ai fatti e chiude, almeno sul piano amministrativo, il lungo braccio di ferro con la Biennale di Venezia. Il paradosso della vicenda è che il contributo europeo revocato non finanziava affatto la Biennale Arte, cioè la manifestazione da cui è nata la controversia. Tradotto: la Biennale porterà la vicenda davanti ai giudici europei. Anzi, la Biennale ha evidenziato che la partecipazione russa non è stata inserita nemmeno nel catalogo ufficiale della manifestazione internazionale. La Biennale ha replicato sostenendo la piena legittimità del proprio operato.