Da qualche giorno, in una piccola e colorata via di Parigi, a pochi passi dall’iconica Torre Eiffel, c’è qualcosa che lega la capitale francese a Napoli. «A Parigi si è trattato di una commissione privata – spiega riguardo l’origine del progetto – mi hanno chiesto di portare un po’ di anima napoletana all’interno del posto e da lì ho deciso di raffigurare Maradona». Un’autenticità che passa anche attraverso la figura di Diego e per ciò che ha sempre significato nella sua vita artistica. Vedeva lo scudetto come una rivalsa sociale e il racconto di un popolo che aveva finalmente ottenuto la propria rivalsa». Il primo incontro diretto con la storia e la memoria di Maradona arriva con la conoscenza di Salvatore Carmando, avvenuta durante la realizzazione di un murale nel quartiere in cui Reale è cresciuto.