Ci sono rivalità che non hanno bisogno di casse di risonanza; vivono di sguardi che non cercano complicità, di strette di mano corrette ma mai calde, di dichiarazioni che sembrano diplomatiche e invece lasciano sempre una scia sottile di tensione. Djokovic in passato non ha mai lesinato commenti sul caso Clostebol: «Penso che non l’abbia fatto apposta, ma ovviamente è responsabile. Ma il modo in cui è stato gestito l’intero caso è pieno di campanelli d’allarme». Djokovic vede in Sinner non solo un avversario tecnico, ma l’erede che sta offuscando la sua leggenda. Il gesto che non passa inosservato Jannik Sinner continua a convincere agli Australian Open, confermandosi uno dei grandi protagonisti del torneo e rafforz...