Non è terapia tradizionale. Uno spazio dove sfogarsi, raccontare una giornata storta, una pressione lavorativa insostenibile, una relazione che non funziona, la solitudine di un monolocale in una megalopoli. Racconta di una società che ha accelerato ogni cosa — carriera, mobilità, aspettative — tranne la capacità di fermarsi ad ascoltare. In questo senso, il fenomeno non è una moda passeggera, ma una risposta funzionale a un vuoto strutturale. Perché non sono (e non vogliono essere) terapeutiIl confronto con la psicoterapia è inevitabile, ma rischia di essere fuorviante.