Questo è il momento in cui il rumore dei cantieri smette di essere emergenza e diventa linguaggio ordinario dello sviluppo. In questa prospettiva, il settore delle costruzioni non è più soltanto un moltiplicatore congiunturale, ma una leva strutturale di stabilità economica e coesione sociale. Il punto di partenza è la necessità di una visione industriale. Al centro del quadro si collocano le grandi opere, non come simboli di spesa pubblica, ma come infrastrutture abilitanti della competitività nazionale. In ultima analisi, il PNRR passa, ma il costruire resta.