country
IT
Una proteina-spia per l’ictus: la salvezza può arrivare dalle analisi del sangue
['Maddalena Bonaccorso', 'The Following Styles Get Applied Both On The Front Of Your Site', 'In The Editor.', 'Replace Them With Your Own Styles Or Remove The File Completely.', '.Bc-Author-Box.Bc-Author-Box--Multiple', 'Display', 'Flex', 'Gap', 'Align-Items', 'Center']
Panorama
In caso di ictus, la velocità del soccorso è fondamentale, perché ogni minuto perso può tradursi in un danno cerebrale irreversibile.
Ma non tutti gli ictus sono uguali: nella maggior parte dei casi, circa l’80%, si tratta di ictus ischemici, causati dall’occlusione di un vaso sanguigno nel cervello.
Nel restante 15-20% dei casi, invece, si parla di ictus emorragici, dovuti alla rottura di un vaso e alla conseguente fuoriuscita di sangue nel tessuto cerebrale.
Oggi la diagnosi del tipo di ictus si basa su tecniche di neuroimaging, come la tomografia computerizzata (TC).
Valori di GFAP inferiori a una determinata soglia, ad esempio 30 picogrammi per millilitro, potrebbero addirittura escludere la presenza di un’emorragia cerebrale.