«Non voglio farlo», provava a difendersi il più piccolo, ma l’altro insisteva: «Per forza - intimava - se no vai in torto te». Pensavo che il torto era mio, avevo paura che mi dicevano parole». Ma alla fine il più piccolo aveva scelto di parlare con la mamma e lei, sconvolta, ha deciso di chiarire e poi di denunciare. Il giudice, nei giorni scorsi, ha invece sposato la tesi della legale del minorenne: i genitori del cugino sono stati ritenuti responsabili per mancata vigilanza e per mancata educazione, e il procedimento di ravvedimento del figlio non ha cambiato nulla in questo senso. Il risarcimento è stato fissato in quasi 300 mila euro, diversamente suddivisi tra il ragazzino abusato, la madre e il padre.