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Sentenze in cambio di soldi, viaggi e griffes: sospesi tre giudici di pace a Santa Maria Capua Vetere
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Il Mattino Web
Per favorire avvocati «amici» avrebbero emesso sentenze sulla base di falsi incidenti stradali, in cambio di danaro, buoni viaggio e borse griffate: è quanto viene contestato a tre giudici di pace del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e a quattro avvocati ai quali la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno notificato l'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura capitolina.
Gli inquirenti hanno anche chiesto e ottenuto un decreto di sequestro preventivo nei confronti dei sette indagati per oltre 300mila euro.
Curavano, è emerso, i rapporti sia con consulenti tecnici nominati dai Giudici al fine di ottenere valutazioni favorevoli, sia con i medici e legali designati delle compagnie assicurative.
E i sinistri, seppur distinti tra loro per tempi, luoghi e soggetti coinvolti, presentavano anomalie e dinamiche sovrapponibili.
Tra le più ricorrenti vi erano l'investimento di pedoni su strisce pedonali o di soggetti a bordo di biciclette (anche a due posti «tandem»), oppure il mancato sopraggiungere sul posto di operatori delle forze di polizia