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Niscemi, la frana è colpa del governo che non combatte il buco dell'ozono
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Libero Quotidiano
“Dov’era e com’era”, il mantra della ricostruzione dopo un disastro, fa il paio con “piove governo ladro” che di solito lo precede o lo commenta.
Ambedue i modi di dire hanno i piedi saldamente poggiati sulle nuvole: nel primo caso perché l’elemento affettivo non è sempre aderente a quello razionale, nel secondo perché la caccia a colpe e responsabilità è più facile quando ci si rifugia nel luogo comune.
Niscemi non fa eccezione, in quanto il principio dov’era e com’era è già stato applicato nonostante le dolorose avvisaglie della natura matrigna.
La frana di Niscemi, dunque, dipenderebbe pure dal buco dell’ozono, perché forse si sarebbe richiuso, dalla tropicalizzazione frutto dell’innalzamento della temperatura come ha spiegato la fisica Greta Thunberg, dalla mancanza di lungimiranza nel costruire e, tanto per non far mancare nulla, dall’abusivismo e dalle sanatorie.
Elly Schlein ha già confezionato il proclama ai siciliani chiedendo al governo uno stanziamento di un miliardo di euro, che pur infiocchettato somiglia più a un pacco che a un pacchetto dono.