Dopo quasi trent’anni di attività di ricerca e didattica, di conferenze, seminari, presentazioni, di Persone incontrate e conosciute, ma anche, e soprattutto, di processi di valutazione “subiti” e/o effettuati, non dovrei più stupirmi. e, mi ripeto (è il punto dirimente), con quale onestà (non soltanto intellettuale) e senso di responsabilità, ci si spinga a esprimere giudizi e valutazioni, sia in chiave positiva che negativa, su testi ed opere che non si conoscono, di più, che non sono state, neanche in minima parte, lette/visionate.