Il quale aggiungeva poco dopo: «Qui, onorevoli colleghi, nel riconoscimento della necessità di una disciplina bilaterale delle materie di comune interesse, è la vera separazione fra Chiesa e Stato, la vera indipendenza reciproca, la vera laicità, la vera libertà di coscienza». E in effetti le pattuizioni concordatarie hanno potuto essere riviste nel 1984, per un aggiornamento in risposta alle nuove esigenze, non nel quadro di logiche di potere, ma venendo incontro alla necessità di porre al centro della relazione pattizia l’altissimo principio della immunità della coscienza da coercizioni esterne, da assicurare a ognuno nella ricerca e nella sequela della verità.