La notizia informa sulle motivazioni che a settembre hanno condotto alla condanna in appello per peculato, a 10 anni e 4 mesi di carcere, da parte della Corte di Assise di Milano, di un noto personaggio che per alcuni decenni ha calcato il palcoscenico della vita pubblica pavese. Nei confronti di questo personaggio, che vantava un curriculum di incarichi politici, istituzionali, associativi, nonché un palmarès di riconoscimenti pubblici e di onorificenze lungo tre pagine, la condanna è severa poiché "le condotte dell'imputato, reiterate per diversi anni, sono caratterizzata da una significativa pervicacia e da una particolare intensità del dolo". E che lui, grazie al suo ruolo di tutore o di amministratore di sostegno, ha derubato di ogni bene.