Sono pensieri che rumino mentre sto entrando nella "Bonetta", la biblioteca comunale di Pavia, che da un quarto di secolo è in attesa di trovare una nuova casa. La "Bonetta", abituata ad essere la cenerentola in questa città universitaria dai molti saperi e dai tanti, forse troppi, sapienti, continua a cercare di servire con assai pochi mezzi, e con tutta la buona volontà di chi ci lavora, i fedelissimi che ancora la frequentano. Certo, stiamo parlando della struttura di una grande città ma, fatti i debiti paragoni (da usare con le molle), quel che vi si scorge in azione rappresenta in pieno la funzione assegnata a quel presidio di cittadinanza che è la biblioteca pubblica.