La recente Giornata della Memoria ci ha insegnato che nel regno del male assoluto, i lager, le SS che ogni giorno tenevano il conto delle creature (anche donne, neonati, vecchi e malati) scaricate dai vagoni delle morte, avevano un'arma raffinata per accecare i loro occhi, per tacitare ciò che di umano permaneva nei loro cuori. Ne avevano adottato uno, tutto loro, che faceva sì che, contando i deportati arrivati, parlassero di "stücke" , di "pezzi", consegnati, come se si trattasse non di esseri umani ma di pezzi in lavorazione in una catena di montaggio.