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Comment on Carlo Mignano racconta il viaggio interiore dei migranti siciliani di inizio Novecento by Angelo Siciliano
Angelo Siciliano
Comments for La Voce di New York
Per il docente italo-americano Carlo Mignano
Carlo Mignano è un italo-americano di origini siciliane, che si è realizzato professionalmente negli USA.
Docente, saggista, autore di romanzi, di cinema e teatro a New York, ha combinato strumenti divulgativi differenti e complementari, attraverso vari percorsi linguistici ed espressivi. Si è riappropriato del proprio passato etnico e lo ha divulgato in un mondo globalizzato, divenuto tale anche per via dell’emigrazione, per renderlo accessibile e comprensibile a tutti, giustamente con qualche predilezione per gli immigrati.
Lancia un monito a noi europei che dovremmo riflettere sulle esperienze dei nostri antenati, per capire i problemi veri dell’attuale emigrazione di massa, dovuta a situazioni belliche, politiche, economiche e ambientali.
Dal 1976 fu per tre anni in Italia, come docente di lingua e letteratura inglese, e tenne seminari sulle nuove tecnologie della comunicazione.
In America, oltre che inglese, cinematografia, teoria e pratica della commedia, ha insegnato anche italiano. E, proprio per l’esperienza fatta in quest’ultimo insegnamento, ritiene che, se la lingua italiana non interessi più di tanto agli americani, ciò sia dovuto al fatto che in Italia, rispetto ad altri paesi europei come Francia, Spagna e Gran Bretagna, non si è creata mai un’unità linguistica, perché normalmente ci si esprime in dialetto e l’italiano si usa solo quando è necessario.
È convinto che sia meglio diffondere la cultura italiana nel mondo attraverso l’arte, la musica e il cinema, in cui l’Italia riesce a primeggiare.
Ho il piacere di aggiungere che personalmente sono un italo-americano mancato, giacché nel 1965, dopo il diploma, rinunciai a una visita a un mio prozio emigrato a inizio ‘900, che viveva a New York, dove sarei potuto rimanere. Avevo scelto di frequentare l’università a Napoli, poi emigrai al nord per lavoro. Le mie ricerche di oltre tre decenni nel dialetto irpino arcaico, e in tutto quanto a esso è connesso, mi hanno consentito di recuperare il patrimonio orale degli antenati perduto, dopo la scomparsa della civiltà contadina, ma straordinario per capire un mondo secolare che non c’è più. (A. Siciliano – Zell, 18.02.2018)