Già lo scorso 17 maggio, a margine della prima chiamata di Trentini alla madre, Armanda Colusso, fonti di Caracas avevano riferito a Ilfattoquotidiano.it l’intenzione del governo venezuelano di aprire alla visita consolare “al più presto”. Non si tratta quindi di un risultato in sé, bensì di un altro passo verso la liberazione di Trentini. “Non si può più aspettare”, aggiungeva Armanda, in quanto “Alberto non può più restare chiuso, senza contatti con l’esterno”. Nel frattempo prosegue la mobilitazione dal basso con più di 200 giorni di digiuno a staffetta e la raccolta firme su change.org che si avvicina alle 200mila. Tuttavia, le recenti tensioni tra Palazzo di Miraflores e la Casa Bianca impongono l’urgenza di fare presto.