In questa sua nuova silloge, Franco Marcoaldi utilizza la parola poetica per meglio definire ciò che gli succede intorno. La vita quotidiana allora si ferma ed entra all’interno di un gioco linguistico in cui suono e senso coincidono esattamente, una specie di rimario o filastrocca cantilenante in cui il racconto degli eventi sembra essere quello di un bambino, che scopre per la prima volta il mondo. C’è anche un messaggio nella poesia di Marcoaldi ed è quello che la vita deve talvolta rallentare, e che è necessario mettere da parte gli impegni e le pressioni di ogni giorno per dare spazio al riposo e all’osservazione, come recano alcuni versi presi dall’inizio del libro: “Fermati uomo. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it© Ilfoglio.it - Una parola ancora