Salta giù dal letto di primo mattino e si mette in cammino solo quando ha lo spirito netto, il cuore puro, il corpo leggero come un abito estivo”. A qualcuno il nome di Jules Renard evoca quel Pel di carota che ci fu servito nelle nostre iniziazioni scolastiche come un balsamo a tratti sconveniente di crudeltà mista a pietà e financo diseducativo, apparentemente. Chi scrive vive, invece, nell’infatuazione mai sopita delle sue Storie naturali musicate poi anche da Maurice Ravel. L’incipit citato prima era dal primo racconto-guida, il Cacciatore di immagini, vero identikit di un flâneur campagnolo con un suo bestiario che fa pendant con quello tozziano formando la minibibliografia di chi può amare la natura vedendola e intuendola in una sentenza breve eppure fulminante e senza bozzettismi. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it© Ilfoglio.it - Il tedesco è la lingua in cui taccio di preferenza