Diceva Bertrand Russell che ci sono due motivi per leggere un bel libro: il primo è che puoi godertelo; l’altro è che puoi vantarti di averlo letto. Un adagio, quello del grande logico britannico, che calza a pennello per il secondo romanzo di Alessandra Libutti. Il primo, Thomas Jay (Fazi, 2012), affrontava il problema della maternità: l’odissea del protagonista inizia quando viene fatto arrestare dalla madre. è un viaggio a ritroso nel tempo, che parte dalla maternità della trisnonna dell’autrice per scavare i legami che hanno segnato profondamente le donne della sua famiglia: rapporti corrosivi, infelici, intrisi di amore ossessivo e di sensi di colpa irrisolti. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it© Ilfoglio.it - La memoria del giglio