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Commenti su Anglicismi: va fuori d’Italia, linguaggio straniero! Nel duello tra patrioti e esterofili la grande bellezza del parlar chiaro di Luca Berti
['Daniele Vitali', 'Ugo Calzoni', 'Giuseppe Baselice', 'Vittoria Patanè', 'Giuliano De Risi', 'Redazione Food', 'Marika Lion', 'Federico Rendina']
Commenti per FIRSTonline
È abbastanza noto, infatti, che ad ogni lingua dominante nella storia sono state attribuite delle qualità che dovrebbero descriverne i vantaggi, e invece servono a giustificarne la posizione egemone, acquisita in tutt’altro modo: dell’inglese si dice di solito che è “flessibile”, “sintetico”, “pratico”, “facile” o “chiaro”, come se il suo ruolo attuale di lingua degli scambi commerciali fosse frutto di un referendum in cui è stato preferito al lituano o al quechua per le sue qualità immanenti e per la sua bellezza, anziché per il fatto di avere alle spalle un arcipelago di Stati fra i più ricchi e potenti del mondo.