Registrato ai Reciprocal Recording Studios sotto la spietata scure pragmatica di Jack Endino (costo dell’operazione: i proverbiali 606 dollari e 17 centesimi), il disco è una lastra a raggi X che rivela un ibrido mutante: l’oscurità plumbea dei Black Sabbath che collassa sulle scarnificazioni hardcore dei Black Flag. Qui è la tecnica vocale a sublimare l’estetica del dolore: Cobain spinge le corde vocali oltre la soglia del punto di rottura, ricorrendo a un fry screaming lacerante che scortica il tessuto connettivo della traccia, pur mantenendo, con inquietante lucidità, l’intonazione portante.