ParadiseIs exactly likeWhere you are right nowOnly much muchBetter(Laurie Anderson, “Language Is A Virus”)Sessanta canzoni, una sola parola: heaven. In “Just Like Heaven”, il brano dei Cure che dà il titolo alla raccolta, il paradiso è quello vertiginoso dell’innamoramento: un momento di felicità quasi irreale, tanto intenso da sembrare già sul punto di dissolversi. Ma “Heaven” può anche diventare tragedia e assenza, come nelle “Tears In Heaven” di Eric Clapton; sarcasmo e alienazione, come in “Heaven Knows I’m Miserable Now” degli Smiths; metafora cosmica ed ecologica in “Monkey Gone To Heaven” dei Pixies; provocazione disco-pop in “The Number One Song In Heaven” degli Sparks; confine tra bene e male in “Heaven And Hell” dei Black Sabbath, ammutinamento sovversivo (“Mutiny In Heaven” di Nick Cave con i Birthday Party) o addirittura anticamera dell’inferno in “South Of Heaven” degli Slayer. Sessanta declinazioni diverse di una stessa parola, dunque, più una bonus track, introvabile purtroppo su Spotify, ripescata da una preziosa meteora eighties di nome Two People (“Heaven”). Una definizione insuperabile che ci pare il modo migliore per iniziare – e chiudere – il nostro viaggio in Heaven.