“Helado Tropical” è il nome scelto da Roberto Carlos Lange e Fabi Reyna per un incontro che, almeno sulla carta, sembrava destinato a produrre scintille. Lui, da anni attivo come Helado Negro, ha costruito un’elettronica intima, malinconica e obliqua; lei, fondatrice di Reyna Tropical, intreccia chitarre liquide, pulsazioni afro-latine, registrazioni ambientali e memorie migranti. In “Soledad”, invece, i sintetizzatori si scuriscono, il tempo si allarga e la voce di Reyna occupa il vuoto con una quiete appena incrinata. “Un Calor” chiude infine su una drum machine regolare e compressa, tra piccoli riverberi che producono l’impressione di una sera finalmente respirabile. Helado Negro perde parte della sua malinconia straniante; Reyna Tropical attenua il nervo ritmico, la fisicità e il senso dello spazio.