Lolina è la reincarnazione di Inga Copeland, moniker con cui Alina Astrova a inizio anni Dieci impastava un pop etereo di matrice ipnagogica. Su tutto, domina un uso smodato di delay, riverberi e un abbecedario di effettistica che semina angoscia e inquietudine. Non tutto il disco segue però questo filone. Con un approccio rumoristico eppure ludico, e lontano dalla letargia notturna del progetto Inga Copeland, “Monopoly Of Mistakes” trova carattere nell’eccesso di tempi ritardati, storture del beat e accordature non convenzionali, quasi a volersi fare manifesto dell’errore. Tolta quella vicinanza alla bassa risoluzione, però, il rischio è una certa autoreferenzialità, che non manca di espedienti brillanti ma al contempo trattiene l’opera dal salto verso un rumore pienamente catartico.