La Russia ha intensificato la sua campagna di droni contro l’Ucraina, adottando una nuova tattica: l’uso di Shaheds modificati con telecamere e capacità di controllo in tempo reale per colpire obiettivi in movimento. Mosca ha affermato che il convoglio trasportava veicoli corazzati e carburante, ma le autorità ucraine hanno dichiarato che il carico era civile, composto da grano, legname e sabbia. Tradizionalmente, gli Shaheds — di origine iraniana e ampiamente utilizzati dalla Russia — venivano impiegati contro obiettivi fissi, come centrali elettriche, depositi industriali e aree urbane. L’adattamento con telecamere e modem ha ampliato le loro funzioni, consentendo di attaccare convogli ferroviari e stradali in movimento. Questa evoluzione mostra come la Russia stia adattando la tecnologia iraniana per compensare la mancanza di superiorità aerea, sfruttando nuovi mezzi per colpire obiettivi mobili nel profondo del territorio nemico.