Quando li abbiamo conosciuti per la prima volta, Wayla era poco più di una scommessa: un nuovo servizio di trasporto a chiamata che muoveva i primi passi sulle strade di Milano con l’ambizione di ritagliarsi uno spazio importante nella mobilità urbana. In quei primi mesi di attività, MilanoToday aveva intervistato uno dei soci fondatori, Mario Ferretti, per capire come sarebbe stato possibile competere in un settore dominato da taxi, car sharing e piattaforme di ride-hailing. Oggi, a quasi due anni di distanza, Wayla è una realtà consolidata e il contesto è profondamente cambiato: il mercato si è evoluto, alcuni operatori hanno ridimensionato o modificato la propria presenza e la sfida della mobilità sostenibile è diventata ancora più centrale. Abbiamo incontrato di nuovo i vertici di Wayla, questa volta Carlo Bettini, per fare il punto sul percorso dell'azienda, capire come sono andati questi primi anni di attività, quali risultati sono stati raggiunti e quali sono i prossimi obiettivi.Uno dei mezziQuello di questi anni, ci conferma, è un bilancio molto positivo per Wayla. “Siamo partiti dall'ottobre 2024 con cinque van, operativi solo nel fine settimana, e oggi...Il contenuto è riservato agli abbonati.