E per l'Italia, la partita si complica nettamente. Viene disciplinata, in maniera più rigorosa, la questione dei movimenti secondari, tradizionale punto d'attrito tra l'Italia e i Paesi di secondo approdo, come Germania, Austria e Francia. Lo sottolineano fonti del Viminale secondo le quali ciò è la conseguenza di uno specifico accordo sottoscritto con alcuni paesi. "La decisione di Meloni disgrega l'Ue e fa male all'Italia", ha rincarato la dose Riccardo Magi di + Europa. L'Ue, dopo il tentativo di mediazione messo in campo ieri tra Roma e Madrid, tornerà a esprimersi sul dossier migrazione nei prossimi giorni.