Come illustrazione un personaggio che dice: “La parola che mi piace di più è ləi“, usando appunto la schwa. Peccato però, che da anni non si parli di asili ed elementari, ma di scuola dell’infanzia e primaria. “La prima: trovo sempre molto interessante il terrore che manifestano per le parole proprio le persone che per anni si sono impegnate a negare il potere del lavoro sulla parola”. Per Gheno il ministro sta solo ignorando la realtà: “La legge Valditara può vietare di parlare di temi quali l’identità di genere a scuola, ma le persone giovani, anzi, tutte le persone, Valditara compreso, continueranno ad avere la loro identità di genere. Spero che le persone, al di là dei proclami di Valditara, siano consapevoli che non si diventa queer per contagio osmotico, o perché di certi temi si parla a scuola”.