Lo rileva un’analisi condotta da Casinos.com su 5 anni di dati Google Trends, dedicata a quattro parole chiave che gli utenti italiani digitano centinaia di volte al mese per raggiungere piattaforme prive di concessione. Su “Telegram casinò” ottiene 66: è così una delle sole cinque regioni italiane presenti in tutte e quattro le classifiche. Sono piattaforme che restano fuori da ogni obbligo di legge: nessun limite di deposito, nessuna verifica dell’età, nessun accesso al registro nazionale di autoesclusione e nessuna garanzia sul pagamento delle vincite. “I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda”, commenta Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com. “Sapere dove quella domanda è più intensa è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione, perché indica su quali territori è più urgente far conoscere la differenza tra un operatore autorizzato e uno che opera al di fuori di ogni regola e di ogni tutela per il giocatore”.