Particolarmente significativo è stato il contributo della delegazione italiana della Rete dei Comunisti ai lavori del colloquio internazionale. “Abbiamo cercato di mettere al centro la cultura come elemento politico e come parte integrante della politica rivoluzionaria”, ha spiegato Vasapollo. Nella prospettiva sviluppata dalla delegazione italiana, la cultura non può essere considerata un ambito separato dalla trasformazione della società. La difesa della cultura, dell’educazione e della memoria storica viene infatti considerata parte integrante della difesa della sovranità nazionale e dell’autodeterminazione. È una concezione della cultura come strumento di emancipazione e non come semplice consumo, come spazio di formazione della coscienza e non soltanto come produzione artistica o accademica.