Innanzitutto, l’esistenza per l’Italia di una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. Chi parte da Ceuta deve essere sottoposto a controlli di identità e documenti prima di imbarcarsi verso la Spagna continentale o verso un altro paese Schengen. La maggior parte di loro avrebbe riattraversato volontariamente la frontiera, favorita dalla vicinanza geografica e scoraggiata dall’assenza di alloggi, cibo e possibilità di proseguire verso il continente. E l’ipotesi di una regia marocchina, pur non essendo implausibile alla luce delle tensioni regionali, non è al momento dimostrata. Ma proprio perché si tratta di una deroga a una delle regole fondamentali di Schengen, servono presupposti rigorosi, dati verificabili e una motivazione che dimostri necessità e proporzionalità.