Per i ragazzi tra i 15 e i 29 anni, la violenza stradale è addirittura la prima causa di morte. «Il problema è che siamo stati abituati a considerare la strada come un luogo di proprietà di chi va in macchina. Il ritardo della politicaQuando la politica nazionale agisce sulla sicurezza stradale lo fa prevalentemente per via sanzionatoria. «È una proposta che per la prima volta ai pedoni e ai ciclisti non dice: “proteggetevi”, ma: “vi proteggiamo”» commenta Colombo. Perché, come ricordano dalla rete, «ridurre le vittime è possibile: la domanda è solo se la politica avrà il coraggio di applicare misure che hanno già dimostrato di funzionare».