Il caso del gioielliere Roggero è un caso emblematico per comprendere come i media trasformano i sistemi complessi in storie emotive. È la “mente televisiva” applicata alla giustizia: fiducia verticale nell’individuo esemplare, conclusività emotiva, insofferenza per la complessità procedurale. Finché il caso Roggero, o un caso analogo, resta confinato nella cronaca giudiziaria, la narrazione psicologica non ha presa sistemica. Il caso Roggero mostra che quella protezione non tiene più quando il ciclo mediatico-politico ha la velocità e la logica dei media moderni. Esattamente il tipo di mossa meta-cognitiva che il primo articolo attribuisce, nella sua forma migliore, al dialogo con l’AI.