Dopo, quando la situazione sarà tornata alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente”. Il quadro fatto dai servizi al governo Meloni è il frutto di uno scambio d’informazioni con l’intelligence spagnola, anche a causa dell’alert già scattato in vista del 15 agosto, quando è prevista una nuova incursione per superare le barriere di Ceuta. L’attenzione è puntata soprattutto su Fnideq, città marocchina al confine con il territorio spagnolo, che, spiegano, “è stata spesso soggetta a operazioni di antiterrorismo congiunte tra Spagna e Marocco per disarticolare reti jihadiste transfrontaliere”. Anche la Spagna mostra, ovviamente, preoccupazione per la nuova possibile ondata di arrivi, tanto che è stato già rafforzato il sistema di sicurezza al confine, in collaborazione con le autorità marocchine. Duemila militari spagnoli sono stati dislocati nell’exclave, oltre alla Guardia Civil e alla Policía Nacional.