Il regime di Suharto non poteva accettare facilmente un’opera che rappresentava il sanguinoso processo attraverso il quale era arrivato al potere. Una dittatura non controlla soltanto ciò che accade: controlla anche il racconto di ciò che è accaduto. Ma per le vittime la Storia non è una partita geopolitica: è la perdita della casa, della libertà, della famiglia, della vita. Il vero “anno vissuto pericolosamente” non è soltanto quello di Guy Hamilton, del giornalista straniero che cerca di sopravvivere nella Jakarta del 1965. Il cinema, in questo caso, ha avuto il merito di conservare almeno una traccia di quella memoria.