Il corpo diventa così una superficie sulla quale raccontare qualcosa di sé, una sorta di diario visibile fatto di simboli, immagini e segni. Ma proprio perché il corpo non è una tela qualsiasi, sarebbe opportuno interrogarsi anche sul significato psicologico di questa crescente disponibilità a modificarlo. E quello che sembrava “per sempre” può diventare il ricordo di una persona che non ci si riconosce più. “Il corpo è mio” è diventato un principio potentissimo, e in gran parte comprensibile. Ma proprio per questo meriterebbe forse la stessa prudenza che riserviamo alle cose che sappiamo di non poter facilmente sostituire.