Un film di quasi settant’anni fa, proposto non come reperto del passato, ma come opera ancora capace di parlare al pubblico di oggi. E la risposta del pubblico, soprattutto dei più giovani, dimostra che la distanza temporale non rappresenta necessariamente una barriera. È una comunità temporanea del cinema, ma anche contemporanea, che anche quest’anno ha trovato un ulteriore modo per raccontarsi fuori dal Castello. Umiliani fu il primo grande jazzista italiano a portare quella musica dentro il cinema. «Piero si adattava moltissimo al film – ha raccontato Martella – In lui era il film a venire prima della musica.