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Olivia Wilde, in The Invite con Cruz, Norton e Rogen come un gruppo jazz
['Agenzia Ansa', 'Redazione Ansa']
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E' Olivia Wilde, regista di The Invite, a spiegare la genesi di questa commedia presentata in anteprima al Locarno Film Festival di cui oltre che regista è interprete insieme a un cast che lei definisce "il migliore del mondo" e sicuramente è stellare.
Sicuramente a questo clima "ha contribuito l'aver girato il film in sequenza e quindi tutto ha continuato ad evolversi e così alla fine è stata incredibile la distanza percorsa" anche rispetto agli spunti iniziali.
"Quando abbiamo iniziato a girare il film avevo un'opinione molto forte sul finale: pensavo che dovesse terminare con la fine del matrimonio.
Se prima pensavo che il tema centrale fosse la fine di una relazione, forse ora credo che riguardi più la possibilità di ricominciare da capo con la stessa persona.
Finora ha visto il film in qualche sala e al Sundance festival dove ha debuttato: "vederlo stasera insieme a migliaia di persone sarà uno shock" dice riferendosi alla proiezione in Piazza Grande a Locarno.