Il primo ministro ha quindi ripetutamente chiesto le dimissioni di Karekin II, sostenendo che il Catholicos non sarebbe più nelle condizioni di esercitare il proprio ministero. È in questo clima che il procedimento contro il Catholicos assume un significato politico assai più ampio. La Chiesa Apostolica Armena e gli ambienti ad essa vicini respingono questa lettura come un attacco politicamente motivato. La Chiesa Apostolica Armena è infatti qualcosa di più di una confessione religiosa per milioni di armeni. Per questo il procedimento contro Karekin II rischia di diventare il terreno di uno scontro sulla stessa definizione del rapporto tra Stato e Chiesa nell’Armenia contemporanea.