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Si fa presto a dire “Antonin le fou”: l’opera di Artaud è una delle più spietate profezie sull’Occidente
['Marco De Marinis', 'Storico Del Teatro']
Il Fatto Quotidiano
A quel punto il gioco è fatto e “Antonin le fou” è servito ancora una volta.
Si tratta di un lavoro dal tono dichiaramente profetico-apocalittico, dominato dall’immagine ricorrente di una distruzione radicale mediante il fuoco.
Al fuoco fa riferimento del resto quella che resta una delle immagini in assoluto più note e citate del nostro.
Ma c’è di più.
Ecco la chiusa: “Ero pronto a tutte le bruciature, e aspettavo la primizia della bruciatura, in previsione di una combustione presto generalizzata”.