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Guccini, un virtuoso della lingua, ha scritto sempre la stessa canzone
['La Fionda', 'Rivista Di Politica E Cultura']
Il Fatto Quotidiano
Muore il più telentuoso dei nostri cantautori “classici”: il più letterato, il più verboso, il più affabulatore.
Quello che più di tutti ha rappresentato, credo, la dignità letteraria della canzone d’autore italiana.
Ma Guccini ha avuto più continuità, più estro poetante, più qualità libresca della scrittura.
La fine di un’epoca che ha creduto religiosamente nell’uomo dell’Avvenire e che poi ha visto il crollo dei miti.
Ma è stato il più esistenzialista dei nostri cantautori, il più sincero e il più nichilista.